REGIONE
Lazio
ORIGINI
Intorno al 1570
ALTITUDINE
Sul mare
Passeggiando lungo il litorale laziale, mentre la sabbia scivola dolcemente sotto la suola delle scarpe, si possono ammirare delle imponenti strutture. Sono le ultime superstiti di un passato alla Pirati dei Caraibi. Tra le tante silenti guardiane che scrutano il mare da secoli, Torre San Lorenzo è la più imponente delle quattordici torri difensive di tutto il litorale. Circondata da gigantesche piante di agave, svetta maestosa in mezzo alle caratteristiche dune di sabbia.
Con lo stesso scopo delle torri del Circeo, queste torri vennero edificate sulla costa laziale come avamposto di difesa contro le scorrerie dei corsari, soprattutto turchi, giunti per razziare tutto ciò che trovavano lungo la loro rotta. Fu Papa Pio V a volere la costruzione della torre, probabilmente su progetto di Michelangelo Bonarroti, il che giustificherebbe la sua innegabile bellezza.
Curiosità: era tanto bella che, vista dal mare, i pirati stessi la denominarono “La Pomposa”, priva di pudore nell’ostentare le sue forme perfette.
Sulla spiaggia, la brezza autunnale sollevava la sabbia fine e la scagliava su di noi, rallentando la nostra passeggiata. Eravamo quasi completamente soli, nonostante il cielo limpido e il Sole che brillava pieno di energia. Si avvertiva solamente il fischio del vento e il fruscio della sabbia sui nostri cappotti. Per fortuna, l’orda di romani spiaggiati a prendere il Sole seminudi era un ricordo lontano nel tempo. E la Torre San Lorenzo poteva essere contemplata da chi, come noi, l’apprezzava per la sua possente forma perfetta. Così come veniva ammirata con stupore dai pirati che, invece, avrebbero dovuto temerla.
Sebbene sia inaccessibile, nascosta da una fitta boscaglia, la si può scrutare dalla sommità di una duna, immersi nella tipica vegetazione mediterranea. Ormai il suo sguardo attento non intimorisce più l’osservatore ma, anzi, lo incuriosisce e lo invoglia a raggiungerla. Come se il vento tra le sue merlature intonasse l’irresistibile canto di una sirena. Un canto che riecheggia ancora oggi, dopo ben 500 anni.

