I 4 angoli storici più belli di Verona

Di Verona si conoscono principalmente due cose: la sua imponente Arena simile al Colosseo e la tragedia strappalacrime di William Shakespeare Romeo and Juliet.

Ma qualcuno è mai andato oltre la patina superficiale che, in principio, a tutti noi salta all’occhio?

Arena di Verona in Veneto Italia
Fabiano davanti all’Arena di Verona

Scoprirete un altro aspetto di Verona...

Adige a Verona in Veneto Italia
Vista sull’Adige e sul colle San Pietro, sulla destra

Al ritorno da un viaggio in Valcamonica, abbiamo deciso di fare una piccola deviazione per andare a visitare questa città, che ‘fa gola’ a molti turisti. Premettiamo che le città ci piacciono poco e tendiamo, perciò, ad evitarle se non troviamo nulla di interessante. Verona è stata una bella eccezione e abbiamo deciso di dedicarle un post.

La storia di Verona è molto ricca e risale al neolitico, epoca in cui nell’area dove ora sorge la città, più precisamente su colle San Pietro, era presente un villaggio. Perché si pensa che proprio lì ci fosse un antico villaggio? La zona di colle San Pietro è ricca di reperti, in cui vennero trovati anche i resti delle case del villaggio!

In epoca protostorica, ovvero quel periodo compreso tra la prima Età del Bronzo e la prima Età del Ferro, il territorio fu conquistato dai Celti e lì si stanziarono i Galli Cenomani, coabitando con i Veneti (o Venetici). Naturalmente non vi sarà sfuggito il nostro riferimento al Colosseo! Infatti Verona dal III secolo a.C., probabilmente da quando i Galli di Brenno hanno invaso Roma nel 390 a.C., ha avuto rapporti di alleanza e amicizia con il cuore dell’Impero Romano, ottenendo così la cittadinanza romana nel 49 a.C. con Cesare. L’importanza di questa città era prettamente strategica, costituendo un punto di partenza perfetto per le guerre di conquista delle regioni galliche.

In seguito, essendo così vicina al confine italico, fu ripetutamente investita dalle incursioni barbariche. Si succedettero, dunque, nel dominio della città gli Ostrogoti, con il re Teodorico il Grande che la riportò al suo antico splendore. Vennero poi i Longobardi, che ne fecero prima la capitale d’Italia e poi la destituirono a capitale di un importante ducato. In seguito giunsero i Franchi, il cui re Carlo Magno distrusse l’ultima resistenza longobarda nella città dando inizio all’Impero Carolingio.

Ma Verona non fu distrutta soltanto da guerre esterne...

Infatti, dal XII secolo, dopo esser diventata Comune, la si vede straziata da guerre interne tra guelfi e ghibellini, tra Papato ed Impero, tra Papa Urbano III e l’Imperatore Federico I detto il Barbarossa. Dagli inizi del XIII secolo, invece, si arriva ad un equilibrio: la fazione ghibellina rimane saldamente al potere e con Leonardino della Scala, detto Mastino I, la città si evolse in Signoria. Ma il periodo di massimo splendore ed espansione si ebbe con Can Francesco della Scala, detto Cangrande I, grazie al quale Verona fu sempre associata alla famiglia scaligera.

Per quanto riguarda il nome, ci sono varie interpretazioni. Si dice che possa derivare dalla lingua veneta o da quella gallica, in quanto il suffisso -ona­ è presente in molti nomi gallici. Ma la teoria più interessante è sicuramente quella che afferma la sua origine etrusca, in quanto in Toscana esiste un luogo chiamato proprio Verona! E, oltre a questo, ci sono luoghi detti VeroneVerrone e Verǫlla che derivano da nomi di persona etruschi!
Secondo una leggenda, invece, Verona fu fondata dal re gallico Brenno, che la chiamò Vae Roma, ovvero Maledetta Roma, da cui ne derivò Verona.

Dopo questo breve preludio storico, passiamo a ciò che ci preme di più in questo post! A nostro avviso…

...sono quattro i posti storicamente interessanti da vedere a Verona...

Andiamo a elencarli.

1. Arena di Verona

Partiamo dal più grande e dal più commerciale: l’Arena.

Vi siete mai chiesti come mai l’Arena di Verona sia così simile al Colosseo di Roma? La risposta è più semplice di quella che vi aspettate. Non è solo perché è romana, ma perché sono stati ideati dallo stesso Imperatore! Chi, se non Tito Flavio Vespasiano, poté pensare alla costruzione dell’Arena nel I secolo d.C., colui che iniziò anche l’edificazione del Colosseo a Roma nel 72 d.C.?

Immaginate la nostra sorpresa, che da cittadini romani ci siamo trovati di fronte a un altro Colosseo, ma in Veneto! Ne siamo rimasti molto colpiti, soprattutto per il fatto che è davvero ben conservata! Nonostante la folla e le impalcature per le luci dei vari spettacoli, l’atmosfera è affascinante. L’Arena ti cattura con la sua magnificenza e il suo colore. E pensare che centinaia di migliaia di persone si recano ai concerti senza nemmeno immaginare che quasi duemila anni fa qualcuno già cercava posto nelle gradinate…

Arena di Verona in Veneto Italia
Sezione con arcate dell’Arena, simili a quelle del Colosseo

Naturalmente, l’Arena di Verona non è altro che un anfiteatro, creato per scopi ludici. In quel periodo la popolazione era aumentata e la città necessitava di un edificio dove far svagare i cittadini per non farli pensare ai problemi politici! Ma perché viene chiamata Arena se in realtà è un anfiteatro? Per capirlo, bisogna andare a scavare nel significato moderno di arena, ovvero luogo di competizione, che è collegato al termine latino arena, che stava ad indicare la sabbia presente nelle platee degli anfiteatri romani in cui si svolgevano i giochi gladiatorii (di cui vi parleremo con il Colosseo). Questo termine venne coniato già nel Medioevo per riferirsi ai resti degli anfiteatri romani.

2. Arco dei Gavi

Continuiamo con una rovina meno appariscente ma non meno importante: l’Arco dei Gavi.

È un monumento celebrativo romano eretto verso la prima metà del I secolo d.C. lungo la via Postumia (di cui si può ammirare ancora oggi un tratto alla base dell’arco) al suo ingresso in città, per celebrare alcuni componenti della famiglia Gavia. In epoca comunale le mura cittadine inglobarono l’arco,  utilizzato come porta urbica, e smantellato nel 1805 dalle truppe napoleoniche.

Arco dei Gavi a Verona in Veneto Italia
Arco dei Gavi, con tratto della via Postumia ai suoi piedi

Fu poi ricostruito nella prima metà del ‘900 accanto a Castelvecchio, poco distante dalla sua posizione originaria. Siamo stati subito colpiti dalla sua somiglianza con gli archi di trionfo, nonostante non ci fossero bassorilievi ad illustrare una battaglia, e ne abbiamo assaporato appieno la bellezza e la perfezione.

3. Porta Borsari

Passiamo ora ad un’opera scultorea della stessa epoca dei luoghi precedenti: Porta Borsari.

Porta Borsari a Verona in Veneto Italia
Porta Borsari, che dava accesso alla città romana

Costruita nel I secolo d.C. era il principale accesso alla città dalla via Postumia, e lo si può ben capire dalle sontuose decorazioni che la ricoprono. In epoca romana era chiamata Porta Iovia per la vicinanza al tempio dedicato a Giove Lustrale. Nel medioevo invece venne identificata col nome di Porta di San Zeno.

Il nome odierno, invece, si riferisce ai soldati di guardia che riscuotevano i dazi vescovili. Avendola vista da dietro, in un primo momento non ci ha colpito molto: un muro traforato da arcate e forellini per le impalcature. Ma una volta attraversati gli archi, ci siamo voltati e siamo rimasti a bocca aperta! Porta Borsari è stupenda! Basta davvero poca fantasia per immaginare come potesse essere all’epoca dei romani, visto che ha mantenuto per così tanto tempo il suo aspetto originario!

4. Ponte Scaligero

L’ultima tappa che vogliamo consigliarvi è un ponte di un’eleganza mozzafiato: il Ponte di Castelvecchio o Ponte Scaligero!

Ponte Scaligero a Verona in Veneto Italia
Ponte Scaligero sull’Adige

Eretto nella seconda metà del XIV secolo da Cangrande II della Scala, con funzione prettamente militare, si tratta di un ponte a tre arcate, merlato e fortificato, che sembra un prolungamento della fortezza stessa. Parte dalla Torre del Mastio, al centro del complesso medievale di Castelvecchio, e si staglia ardito sul fiume Adige fino a toccarne l’altra sponda.

Nel 1945 le truppe tedesche in ritirata lo fecero saltare in aria, ma venne fedelmente ricostruito utilizzando le pietre e i mattoni originali, recuperati dal letto del fiume.

Ponte Scaligero e Castelvecchio sull'Adige
Ponte Scaligero e Castelvecchio

Camminare su quel ponte maestoso e passare attraverso le saracinesche alzate è stata un’emozione unica. Mentre procedevamo, osservavamo i camminamenti a due livelli del ponte, su cui erano abbarbicate delle persone. Non tutti i ponti possono vantarsi di avere delle tecniche difensive così ben congegnate e progettate.

Siamo rimasti colpiti positivamente da Verona. Se vi trovate da quelle parti, vi consigliamo di fare una breve deviazione e di visitare questa città ricca di cultura, sebbene non abbia bisogno di ulteriore pubblicità…

Ponte Scaligero
Fabiano sul Ponte Scaligero, con Torre del Mastio sullo sfondo
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