LA DANZA DELLE PITTURE RUPESTRI: LE GROTTE DELL’ARCO DI BELLEGRA

Per gli amanti dell’avventura e delle meraviglie della
natura
, nel Lazio esistono diversi complessi di grotte visitabili con una guida
esperta. Le Grotte dell’Arco di Bellegra hanno, però, due caratteristiche che
le rendono uniche nel panorama nazionale: le pitture rupestri preistoriche ed i
percorsi speleo-turistico e speleologico. Noi abbiamo scelto il breve percorso
turistico di base, evitando di farci strada nelle sale sotterranee proposte dai
percorsi più avanzati, poiché il nostro intento precipuo era di ammirare le
figure antropomorfe risalenti all’Età del Rame (4000-3000 a.C.), consapevoli
della rarità di questo tipo di patrimonio. Inoltre, eravamo tornati da alcuni
mesi da un viaggio nel Nord della Spagna dedicato quasi interamente alle
pitture e alle incisioni rupestri. Volevamo fare confronti e riportare le
emozioni indietro nel tempo, ma stavolta non a 6000 km da casa. Le Grotte dell’Arco
si trovano a un’oretta in macchina da Roma, dove noi viviamo, e a soli 45
minuti dalla stupefacente Tivoli. Eppure, chissà perché, non le conosce
nessuno.

Le pitture rupestri delle Grotte dell’Arco, quasi completamente distrutte dall’umidità

C’è la
possibilità di scegliere tra i tre percorsi sopra citati. Il percorso base di
300 metri su passerella include le pitture preistoriche. Gli altri due
percorsi, svolti in totale sicurezza, permettono di esplorare fino ad un
chilometro di tunnel e sale sotterranee
, con la
possibilità di affittare l’attrezzatura in loco.

Scorci delle grotte durante il percorso turistico standard

Le grotte,
scavate da un emissario sotterraneo di un lago ormai prosciugato, sono
innegabilmente belle da vedere ed interessanti da conoscere, attraverso le parole
della simpatica guida. Noi, però, avevamo occhi solo per le piccole figure a
forma di uomo, dipinte chissà da chi e con chissà quale intento. Già all’inizio
della visita le nostre teste ruotavano ovunque, in cerca di quelle piccole
meraviglie, ma solo alla fine, tornando all’inizio del percorso, la guida ha
illuminato la porzione di parete rocciosa con le figurine nere e rosse. A circa
tre metri di altezza dal piano della passerella, dal momento che il livello del
terreno era molto più elevato al tempo dei preistorici, prima che il corso d’acqua
lo erodesse e lo scavasse.

Parte del percorso turistico standard

Le braccia tese
delle pitture antropomorfe rappresentano degli uomini intenti a svolgere
rituali religiosi e propiziatori? Sono così simili ai dipinti e alle incisioni
da noi visti in Valcamonica, in Spagna, in Sardegna Ma questa corrispondenza
nel modo di rappresentare se stessi da parte degli uomini ha a che fare con una
coscienza collettiva dell’umanità, che porta all’elaborazione di simboli
simili, o con migrazioni e commistioni di culture? Si potrebbero dare decine di
risposte a queste domande, ma noi non lo faremo. Perché immaginare possibili
soluzioni, mai confermate dai documenti della storia, dona nuova vita a quelle
forme stilizzate, pare quasi di vederle muoversi al ritmo del lume della torcia
e della melodia del ruscello. Grazie, antico antenato, cacciatore o sciamano.
La tua arte continua ad emozionarci ancora, quasi 6000 anni dopo la sua
creazione.

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