IL CIMITERO DEGLI ELEFANTI ANTICHI: LA POLLEDRARA DI CECANIBBIO

Calpestiamo questa
terra sentendoci i padroni del nostro mondo, senza renderci conto di quante
persone hanno calpestato gli stessi identici tratti di terreno nei decenni, nei
secoli, nei millenni che ci hanno preceduto. Gente con i nostri stessi crucci,
i nostri stessi desideri, le nostre stesse paure. Roma poi, città con una
storia plurimillenaria, ne ha sostenuti di pesi… E se vi dicessimo che il
territorio che oggi chiamiamo “Roma” ha sostenuto anche il peso non
indifferente di giganteschi elefanti antichi? L’elefante antico non è un
mammut, ma un vero e proprio elefante alto fino a quattro metri!



Cranio fossilizzato di un Elefante Antico, con zanne


A qualche “passo”
dal centro di Roma, pochi chilometri fuori dal Grande Raccordo Anulare, il
corso di un fiume preistorico ha lasciato gli accumuli dei resti fossilizzati
di decine di migliaia di ossa di animali preistorici, le cui carcasse si sono
depositate nei pressi del corso d’acqua più di 300 mila anni fa. Una datazione
spaventosa, che ci fa sentire piccoli e insignificanti. Elefante antico, bos
primigenius, lupo, cinghiale, cavallo, gatto selvatico, tasso, anfibi, rettili,
uccelli e… il dente da latte di un bambino. Si tratta di uno dei più vasti
depositi paleontologici di tutto il mondo, se non il più grande in assoluto.



Ossa fossili e pannello che riproduce lantico habitat della zona e le diverse specie che lo abitavano



Quando l’abbiamo
visitato, le visite partivano ogni quarta domenica del mese ed erano gestite
dalla stessa organizzazione che si occupa delle visite al Foro Romano e al
Colosseo, gestione alquanto illustre, eppure… pare che praticamente nessuno
(nemmeno a Roma) sia a conoscenza dell’esistenza di un luogo del genere!
Oltretutto il museo è stato costruito esattamente sul luogo del ritrovamento,
per cui non c’è niente di ricostruito, non c’è nessuna replica. Tutti i fossili
sono autentici e si possono ammirare da una passerella di ferro, mentre un
paleontologo accompagna il gruppo alla scoperta dei misteri degli antichi
animali (sì, un paleontologo in carne e ossa! Non sono extraterrestri, anche se
da bambini potevano darci quell’impressione…).



Ossa fossili di diversi animali, sulla destra corna e parte superiore del cranio di un Bos primigenius



Rimane difficile
immaginare che le corna che vedete nell’immagine appartenevano al sacro bos
primigenius, di cui è possibile ammirare il graffito preistorico nella Grotta
del Romito in Calabria, o che quelle teste immense e quelle lunghissime zanne
un tempo appartenevano a elefanti giganti che scorrazzavano per l’Italia in
un’epoca caratterizzata da grandi cambiamenti climatici. Ci verrebbe da pensare
che Roma sia sempre stata così affollata, così caotica, così disorganizzata
come la vediamo al giorno d’oggi, nella sua maestosa bellezza contraddittoria.
Invece no, non è sempre stata così e non sarà sempre così. Siamo solo di
passaggio. Un giorno vicino o lontano, magari, degli elefanti giganti
torneranno a dominare su questa terra che ci ostiniamo sfruttare fino alla sua ultima
risorsa. E quel giorno di noi “padroni” sarà rimasto solo qualche mucchietto
sparuto di… ossa.



Antico letto del fiume che scorreva nella zona, disseminato di ossa fossili trasportate dalla corrente


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