IL CASTELLO DI CATINO

Regione: Lazio

Origini: longobarde, VII secolo d.C.

Altitudine: 387 metri s.l.m.

Il Castello di Catino visto dallesterno
Per inaugurare la sezione del blog
riguardante i castelli italiani, abbiamo avuto molto materiale su cui
riflettere. Da veri appassionati, la prima cosa che ci salta in mente quando si
parla di Medioevo
non sono le chiese con i bellissimi dipinti (che hanno
comunque un posto nel nostro cuore), ma sono loro: i castelli. Ne conosciamo davvero
tanti, sebbene rimangano sempre ben separati nella nostra mente, poiché ognuno
svetta nella sua magnificenza, ognuno ha la sua magica atmosfera
, capace di portarti
indietro nel tempo di centinaia di anni. Quando si visitano le rovine dei castelli
si perde ogni connessione con il mondo tecnologico. È vero, ci sono i
cellulari, le macchinette fotografiche… ma si trasformano in vuoti strumenti
meccanici. Per il resto esiste soltanto la fortezza, che ti trasporta in un
mondo fatto di grandi saloni, cavalieri, torri, camminamenti, guardie,
principesse, spade, signori corrotti, intrighi, guerre, merlature, passaggi
segreti… Ti fa sentire parte di quel mondo, come se in un’altra vita ti fossi
trovato a camminare tra quelle stesse mura.

Veduta satellitare del Castello di Catino
Non volevamo scegliere uno dei castelli
più noti e non volevamo neanche sceglierne uno di quelli più danneggiati dallo
scorrere del tempo. Il compromesso è stato il ‘piccolo’ Castello di Catino,
antichissimo presidio militare di probabile origine longobarda
(una delle
testimonianze più antiche del Medioevo laziale)
. È semplice, è pittoresco, è
affascinante… Ci siamo avventurati tra i vicoli del paese di Catino e abbiamo
raggiunto il castello precisamente alle 6.50 del mattino, per evitare la calura
estiva. Volevamo visitare ben tre castelli nelle zone della Sabina e della
Tuscia, una scelta piuttosto ambiziosa per essere il 30 giugno. Le nostre
aspettative non erano troppo alte, poiché sapevamo che, oltre alla torre e a
qualche rudere, solamente una facciata era rimasta intatta. Forse è anche per
questo che ci è piaciuto così tanto. La perfezione di quella facciata regala al
visitatore un’immagine di potenza
. Le sorprese trasmettono sempre le emozioni
più belle.

Il Catello di Catino, con torre longobarda

Abbiamo attraversato i vicoletti
silenziosi di un paesino che conta poco più di mille abitanti, immerso in un
verde rigoglioso. Dopo aver superato i ruderi e la porta d’ingresso del
castello, ci siamo ritrovati fuori dalle mura. Non riuscivamo a smettere di
guardare il fortilizio! Quei circa trenta metri di torre longobarda svettano
contro il cielo, ricordandoci l’abilità architettonica di una popolazione
tristemente dimenticata (se volete leggere un articolo su un altro luogo
longobardo, leggete La Cripta Longobarda Di Sutri).

Fabiano di fronte al Castello di Catino
Sul lato sud della collina, il Castello di
Catino è stato costruito a picco sul vuoto di una dolina carsica, il cosiddetto
‘catino’, da cui il paese prende il nome. Si può salire alla
fortezza anche attraverso un comodo sentiero costruito sulla parete della
dolina
. Noi abbiamo preferito provare il sentiero del paese all’andata e la
discesa della dolina al ritorno, dal momento che avevamo parcheggiato la
macchina proprio all’interno della dolina!

Il Castello di Catino visto dallinterno della dolina

Insomma gli ingredienti
ci sono tutti: location piacevole (il paesino immerso nella natura sabina),
mura possenti, torre altissima… Ci mancherebbe solo il fascino del mistero. Il
Castello di Catino non ci ha lasciato direttamente testimonianze inquietanti.
Tuttavia, all’interno della cella del palazzo baronale, a breve distanza dal
castello, nel 1933 è stato ritrovato lo scheletro in catene di una giovane
donna, sepolta viva
nel sedicesimo secolo.

Scheletro della cosiddetta Dama Bianca

L’intera cella è stata trasferita in
un museo di Roma, dove è possibile ammirare lo scheletro e le macchie di sangue
sparse
. Era un membro della famiglia dei Colonna? O dei rivali Orsini? Era
l’amante di un signore del Castello di Catino? Non lo sapremo mai. Ma
sicuramente i suoi passi echeggiarono tra le stesse mura che ancora oggi
abbiamo la fortuna di ammirare e la sua orribile morte continua ad infestare il
paese con il suo alone di mistero.
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