IL CASTELLO SAVELLI DI NAZZANO

Regione: Lazio
Origini: X secolo
Altitudine: 202 metri s.l.m.

Immerso nei Monti Cimini e affacciato sul fiume Tevere,
Nazzano è un paesino dal tipico sentore medievale. Le sue case di mattoncini
tufacei e dai tetti a tegole si fanno sempre più serrate man mano che si sale
verso la collina, gelose di custodire il loro tesoro: il Castello Savelli.

Il Castello Savelli


È stata la nostra prima tappa dopo gli oltre due mesi
di lockdown per il Coronavirus. Immaginate la nostra esaltazione quando, dopo
settimane di clausura, abbiamo ammirato questo gioiello svettare su un borgo
che conta poco più di mille abitanti
. I paesani ci guardavano come fossimo due
alieni, con quella macchinetta fotografica posata sul petto, gli zaini in
spalla, il passo determinato degli avventurieri… Tutte caratteristiche
normalissime fino a febbraio 2020, ma che dopo la quarantena erano viste con
diffidenza: da dove venivamo? Ma gli aeroporti non erano controllati? Non c’era
un mondo intero ancora in lockdown? Ma stavamo rispettando le regole? Ebbene
sì, stavamo rispettando le regole. Ci trovavamo a pochi passi da casa, ma
eravamo turisti, a conferma del fatto che non è necessario spostarsi in altri
Stati per trovare le meraviglie
. Ed eravamo turisti felici, esaltati
dalla bellezza del posto.

Veduta satellitare del Castello Savelli


Proprietà dei monaci fin dal decimo secolo, poi
devastato dall’imperatore Enrico V nel 1122, il castello ha cambiato volto
sotto la famiglia Savelli tra il 1300 e il 1400
. Ammirando l’imponente
struttura, che spicca tra le case dell’abitato con un’eleganza che conta pochi
eguali
tra gli altri castelli dei borghi laziali, è possibile immaginare le
differenti fasi costruttive: la base quadrata, la torre di avvistamento sulla
panoramica Valle del Tevere, la torre di guardia che si affaccia sul borgo.
Sicuramente un possedimento notevole, soprattutto per i monaci benedettini di
San Paolo, per due motivazioni principali: la vicinanza con Roma, situata a
soli quaranta chilometri più a Sud, e la possibilità di far pagare un pedaggio
sul fiume Tevere
, utilizzato per trasportare le merci fino alla Città Eterna.

Particolare del castello dal vicolo da cui si accede


Una caratteristica che rende unico questo castello nel
panorama laziale è il fatto che è possibile raggiungerlo soltanto attraverso un
sentiero che si snoda come un serpente attraverso il paese
. Superato un
antichissimo tunnel sotto le case di pietra, ci si ritrova al cospetto delle
sue mura e delle sue torrette.

Fabiano che legge seduto sul muricciolo del castello


Ci siamo avvicinati all’ingresso
isolato del castello, chiuso con lucchetti. Nei paraggi c’erano solo gatti, dal
momento che di fronte al maniero si trova soltanto una casa abbandonata, che
rende l’atmosfera di degrado ancora più inquietante. La fortezza era splendida,
anche online c’era solo gente entusiasmata dalla sua bellezza, e da vicino ci
ha ricordato il fratello più grande che si trova a Nerola. Abbiamo controllato
su internet se fosse possibile, non in tempi di Covid, effettuare delle visite.
Nulla. Nessuna informazione, la desolazione più totale. Lo stato pessimo della
struttura renderebbe le visite troppo pericolose
. Peccato, sarebbe diventata un’attrazione
turistica notevole, con quelle torri, con quel panorama. Ma è solo un peccato?
No, a noi piace andare oltre con le parole. Non è solo un peccato, ma una
vergogna, sintomo della spiccata ignoranza tutta italiana
.

Veduta di Nazzano asserragliato attorno al Castello Savelli

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