IL CASTELLO DI OCRE

Regione: Abruzzo

Origini:
intorno al XII secolo

Altitudine: 933 metri s.l.m.


Il Castello di Ocre
Per ben due volte,
siamo stati tentati di non includere il Castello di Ocre nelle nostre gite
abruzzesi. La prima volta, la presenza del meraviglioso convento medievale di
Sant’Angelo, a picco su una parete rocciosa a poca distanza dal castello
, ci ha
fatto cambiare idea: non ci costava niente raggiungere Ocre e cogliere due
piccioni con una fava. La seconda volta, invece, propensi a rinunciare alla
visita a causa delle difficili condizioni in cui si trovano le rovine, siamo
stati convinti ad includerlo nel tour da un’immagine aerea del sito: non un
semplice castello, ma un grande borgo fortificato
. E per fortuna abbiamo preso
questa decisione.


Sezione crollata della cinta muraria del borgo



Fondato intorno al
XII secolo, il borgo fortificato di Ocre fu uno dei pochi castelli dell’area
salvati dallo smantellamento
per favorire la costruzione della nuova città
medievale de L’Aquila, poiché il suo signore era un cancelliere di corte. Più
volte saccheggiato dagli aquilani
, il castello perse la sua importanza di
controllo della zona nel corso del XV secolo e gli abitanti lo abbandonarono al
suo destino
. Un destino che ha riservato a questo borgo un duro colpo con il
terremoto del 2009, di 6.3 gradi sulla scala Richter
, radendolo quasi al suolo.
Le antiche abitazioni e le strade, fino a 10 anni fa ancora in ottimo stato,
sono distrutte e ingombre di detriti. Il crollo delle mura ha provocato una
vera e propria frana di pietrisco, ingombrando persino parte del ponte da cui
si entrava, che rende difficoltoso e piuttosto pericoloso l’accesso al borgo.
Difatti, non ci siamo arrischiati ad entrare, a causa delle costruzioni
pericolanti.


Fabiano estrae la spada dalla roccia di fronte al Castello di Ocre



Percorrendo il
sentiero dalla parte opposta al ponticello, che si inerpica sulle cime del
monte all’ombra di un fitto boschetto di conifere, si raggiunge un punto
panoramico
, da cui si ammira un bellissimo scorcio sul paesaggio roccioso che
si estende dalla sottostante città morta di Fossa (che troverete in un altro
articolo) fino ai picchi più alti del Gran Sasso. L’affacciarsi da
quell’altezza è a dir poco vertiginoso, impressione che aumenta osservando in
basso verso il vicino Castello di Fossa. La posizione dei due castelli è
piuttosto particolare e di rado ci è capitato di trovarne due così vicini l’uno
all’altro, un altro esempio sono le rocche di Ferentillo (di cui troverete
presto un articolo). Si contemplano a vicenda, come Romeo e Giulietta nella
tragica opera di Shakespeare, complici di una fine comune di cui si è testimoni
ancora oggi
.


Veduta satellitare del Castello di Ocre


La tangibile atmosfera
medievale
ha stimolato la nostra fantasia. Infatti, ci è parso il luogo ideale
per scattare diverse foto tra le rocce, muniti di spada. Tuttavia, una volta
lasciato il monte, i sentimenti predominanti erano l’amarezza ed un senso di impotenza
di fronte all’imprevedibilità della natura
. Come avremmo potuto sperare che, un
giorno, qualche istituzione potesse risollevare il sito dal baratro in cui si
trova, quando le vite e le case di migliaia di persone sono tuttora demolite da
quella devastante notte del 6 aprile
? Purtroppo, e giustamente, le istituzioni
si dovrebbero occupare in primo luogo del Presente e solo in seguito si potrà
tornare a sperare in un futuro migliore per i cimeli del Passato.

Il Castello di Ocre visto dal basso

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