Rocca di Ornaro

REGIONE

Lazio

ORIGINI

Precedenti al XIII secolo

ALTITUDINE

607 metri s.l.m.

Molto spesso ci è capitato di viaggiare nella verdeggiante Sabina per esplorare i suoi numerosi eremi, i suoi castelli, i suoi boschi. A ogni passaggio, scorgevamo questa grigia sentinella fare capolino da uno dei borghetti che costeggiano la Via Salaria. E puntualmente rimandavamo la visita, perché tanto Ornaro Alto era lì, facile da raggiungere, non ce lo saremmo dimenticato. Abbiamo rimandato fino alla primavera del 2023, e la quiete di quel mattino ha confermato quanto il borgo fosse piccolo e solitario. Ci incuriosivano le persone che venivano dalla Salaria a far tappa al bar, immaginavamo come potesse essere la quotidianità della barista, una vita passata a preparare caffè ai soliti cento abitanti di Ornaro Alto, o poco più, e ai curiosi di passaggio.

Lasciata la macchina su uno spiazzo erboso nel paese, ci siamo incamminati verso il vicino centro storico. Il castello faceva capolino tra le giovani fronde degli alberi e appariva come un miraggio fumoso al di sopra di un prato color smeraldo. È gradevole e ben ristrutturato, ovvero si è mantenuto il colore originale della pietra. Non è stato sbiancato e reso meno “cupo”, come se fosse stato lavato in candeggina. Tuttavia, è piccolo, dalle forme poco armoniche che ti spingono a guardarlo più volte per coglierne l’essenza. Cosa che lo rende unico.

Rocca di Ornaro in Sabina nel Lazio in Italia
La Rocca di Ornaro che svetta sul paese

Lo abbiamo, infatti, definito il “tipico castello italiano” perché, dopo averne viste centinaia, ci siamo resi conto che la maggior parte dei castelli italiani è diversa architettonicamente a seconda del lato da cui la si osserva. Torri squadrate a difesa dell’ingresso, torri tondeggianti sugli angoli, tetti leggermente spioventi. Somiglia quasi a un’astronave che fluttua sopra i tetti degli edifici adiacenti.

Molti castelli inglesi o francesi o tedeschi hanno i lati uniformi e le torri ricche di abbellimenti, come i tetti a punta che li fanno sembrare i tipici castelli delle fiabe. In Italia, invece, non è così. Le fortezze qui sono più autentiche e di solito mantengono la forma delle origini anche dopo la ristrutturazione, forme che tenevano in considerazione solo in parte l’estetica a favore della funzione difensiva o abitativa. Questo li rende castelli reali, diversi l’uno dall’altro, e non illusioni.

Veduta della rocca di Ornaro dalla Via Salaria

Le prime notizie del Castrum Hornarii risalgono al 1254, quando la fortezza era in mano alla famiglia Brancaleoni. Certamente, le origini sono più antiche e riconducibili all’epoca dell’incastellamento. Il borgo sorge a breve distanza dalla Via Salaria, da cui è – ed è sempre stato – ben visibile. Necessitava, dunque, di misure difensive per prevenire l’attacco da parte di popolazioni di passaggio in direzione di Roma o Rieti.

Nel 1446, un accordo tra le sorelle Brigida, Givosa e Giovanna, figlie di un Brancaleoni, stabilì che il castello fosse affidato alla prima. Quando Brigida sposò Troilo Orsini, lasciò il castello al marito come dote. Da allora, fino al diciassettesimo secolo, furono proprio gli Orsini i padroni.

La Rocca di Ornaro vista dall’entrata

Prima di passare in mano ai privati – il che lo rende attualmente non visitabile -, la Rocca di Ornaro divenne possesso dello Stato Pontificio, che dovette però concederlo in enfiteusi in seguito alla sua caduta.

Rocca di Ornaro in Sabina nel Lazio in Italia
La Rocca di Ornaro dalla strada del paese

Seppur non essendo un must tra i castelli laziali e italiani, ha il suo fascino. La visita è veramente rapida e, perciò, consigliamo di inserirlo all’interno di un programma con altri castelli, borghi o siti in zona. Una volta al suo cospetto, mentre leggete la sua storia, immaginate di vivere lì dentro e ripercorrere ogni periodo storico. Questo non farà che accrescere ancora di più la sua bellezza.

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